È iniziata ieri la cavalcata di Valentino Rossi verso il recupero, lampo per il momento, che potrebbe riportarlo in sella alla sua M1 già il prossimo fine settimana al Sachsenring, per l'ottava prova del Campionato del Mondo MotoGP. Al suo fianco, non poteva mancare l'amico e team manager Davide Brivio, che ha così riassunto la giornata di test:
"Questo test è stato sicuramente molto importante perché ha permesso a Valentino di capire un pò quali sono i problemi e cosa gli fa ancora male e cosa no. Direi che la gamba è andata abbastanza bene e la spalla ha ancora qualche dolore che era quello che ci aspettavamo. Di fatto questi sintomi riescono ad indicare qual è il lavoro di preparazione da fare in questi prossimi dieci giorni".
Sulle possibilità di vedere Rossi in Germania, ha aggiunto, "Il fatto di poter correre o no al Sachsenring lo dovremo valutare la prossima settimana quindi penso intorno a martedì o mercoledì, proprio alla vigilia del GP, a seconda di come si sentirà lui e di come avrà lavorato in questi sette otto giorni saremo in grado di capire se ce la farà o meno".
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Valentino Rossi ha corso oggi a Misano con una Yamaha YZF-R1 in un test privato. L'italiano è stato protagonista di un eccellente recupero da quando si era fratturato la tibia al Mugello il 5 giugno scorso e ha così deciso di testare oggi le sue condizioni nella prova odierna nella quale ha registrato il tempo di 1'38.200 per un totale di 26 giri.
Nel test è stata utilizzata una YZF-R1 WSB che il Team Yamaha World Superbike ha passato al Fiat Yamaha Team. Rossi ha effettuato due uscite: la prima di 11 giri con il miglior tempo di 1'41.000 e la seconda di 15.
"Abbiamo fatto questo test per capire come continuare la riabilitazione e per renderci conto se posso o meno salire in moto" ha detto Rossi. "Il test è stato positivo, perché ho potuto pilotare, ma non è certo come fare una gara MotoGP".
"Avevo un po' di dolore alla caviglia, al ginocchio e alla spalla, ma a sopratutto mi mancava forza nella spalla e un po' di movimento nella caviglia. Mi piacerebbe tornare al Sachsenring, ma è troppo presto per decidere".
"Abbiamo ancora 12 giorni e dobbiamo aspettare e vedere quanto riusciremo a migliorare le mie condizioni nei prossimi giorni. La Superbike oggi andava bene ed è stato divertente guidarla!"
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Jorge Lorenzo è l'assoluto dominatore di questo Campionato del Mondo e sul circuito di Montmeló nel Gran Premi Aperol de Catalunya arriva l'ennesima dimostrazione di potenza dello spagnolo del team Fiat Yamaha. Cinque vittorie e due secondi posti in sette gare sono lo specchio di un'annata perfetta, che purtroppo perde qualcosa con l'assenza del Campione del Mondo in carica Valentino Rossi.
"Sono veramente stanco, la corsa è stata dura," ha detto lo spagnolo a fine gara. "Il caldo faceva scivolare la moto soprattutto all'anteriore e fin quando Dovizioso mi è stato attaccato non è stato facile gestire la cosa. Poi, fortunatamente per noi, Andrea è caduto e io sono potuto andar via abbastanza facilmente".
Sul podio finiscono anche Dani Pedrosa e Casey Stoner. Lo spagnolo del team Repsol Honda sembrava avere il ritmo di gara per poter lottare con Lorenzo, ma la partenza, da sempre un punto di forza del numero 26, questa volta lo tradisce: Pedrosa finisce lungo alla prima curva ed è costretto a rimontare almeno sette posizioni...troppe per poter sperare di rientrare anche sul leader del mondiale.
Per l'australiano gara atipica: il numero 27 aveva fatto vedere buoni tempi per tutto il fine settimana, warm up compreso, ma in gara non riesce ad esprimersi a dovere, e solo la caduta di Dovizioso nel finale gli permette di salire sul terzo gradino. Si tratta comunque del secondo podio consecutivo, un segnale importante per la casa di Borgo Panigale che piazza il suo secondo pilota, Hayden, in ottava posizione.
Menzione speciale per Andrea Dovizioso, unico pilota in pista capace di mettere i bastoni tra le ruote di Lorenzo. L'italiano lotta dall'inizio alla fine: parte sesto, supera prima Stoner e poi lo stesso numero 99, se la gioca fino all'ultimo. Poi, evidentemente sempre al limite per rimanere davanti, cade e paga a caro prezzo una gara generosissima chiusa in 14ª posizione.
Randy de Puniet completa così le prime quattro posizioni e si conferma miglior pilota privato con 10 punti di vantaggio su Ben Spies oggi sesto.
Da sottolineare anche la prova delle Rizla Suzuki che chiudono con la quinta posizione di Álvaro Bautista e la settima di Loris Capirossi. Che stia cambiando il vento?
Le cadute di Marco Simoncelli (San Carlo Honda Gresini) e Aleix Espargarò (Pramac Racing) lasciano spazio a qualche rammarico per due piloti in gran forma. In particolare l'italiano esce di scena mentre controllava ampiamente la sesta piazza
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In un gran premio dove Jorge Lorenzo sembrava non avere rivali, lo spagnolo soffre più del dovuto tra le curve del TIM TT Assen. La partenza, ormai non più un punto debole del numero 99 è buona, ma non quanto quella di Ben Spies e Dani Pedrosa che passano in seconda e terza piazza e si lanciano al suo inseguimento.
Pedrosa ci prova fino a metà gara, tallonato da Casey Stoner, ma Lorenzo non perde la calma e gestisce poco a poco il proprio vantaggio aumentando decimo su decimo un ritmo di gara che risulterà imprendibile nel finale. Vince il più forte e ora i punti nel mondiale sono 140 (su 150 disponibili).
Il podio lo completano Dani Pedrosa e Caset Stoner: per lo spagnolo si tratta di un risultato soddisfacente soprattutto per quanto fatto vedere fino ad ora nel fine settimana olandese, per l'australiano è il primo gradino del podio in stagione che non è l'obiettivo di Ducati, ma è che rimane un punto di partenza importante.
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